Ignazio Silone

IGNAZIO SILONE

CENNI BIOGRAFICI

IGNAZIO SILONE, pseudonimo di Secondo Tranquilli.

 

 

 

Nato a Pescina dei Marsi (Aq) 1900; morto a Ginevra (Svizzera) 1978.

Nel 1911 entra in Seminario, ma nel 1915 deve abbandonare gli studi, in seguito al terremoto avvenuto nello stesso anno nella Marsica, durante il quale muoiono il padre e cinque fratelli. Inizia a dedicarsi alla politica fin da giovanissimo. Partecipa alla fondazione del Partito Comunista, che con Togliatti rappresenta a Mosca nel Komintern, dal quale si dimette nel 1930 non condividendo le purghe staliniane.

Antifascista, è costretto all’esilio e soggiorna in Svizzera dal 1930 al 1945. È in questi anni che comincia la sua vocazione di scrittore, che gli dà notorietà all’estero molto prima che in Italia. Dopo la Liberazione, entra nel Partito Socialista ed è Deputato alla Costituente.

 

Nel 1956 aderisce al Partito Socialdemocratico guidato da Giuseppe Saragat.

I suoi primi romanzi sono: “Fontamara”, del 1930; “Pane e vino”, 1936; “Il seme sotto la neve”, 1942. Essi denunciano la condizione umana del proletariato contadino, anche se con ironia grottesca, lo sfruttamento secolare e le lotte dei “cafoni” della Marsica. Altri romanzi sono: “Una manciata di more”, 1952; “Il segreto di Luca”, 1956; “La volpe e le camelie”, 1960. Inoltre scrive alcune commedie per il teatro, come: “Ed egli si nascose”, 1944; “Avventura di un povero cristiano”, 1968. Questi ultimi lavori sfiorano un evangelismo socialista fino a vagheggiare una sorta di cristianesimo primitivo e pauperistico. Nella sua saggistica politica troviamo: “La scuola dei dittatori”, 1938; “Uscita di sicurezza”, 1955, che viene ripubblicata nel 1965 con altri scritti e dà il titolo alla raccolta. Il suo lavoro di saggista si esprime nella veduta europea dell’antitotalitarismo con un forte impegno morale più che ideologico.

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